Mi perdonerete se invece di raccontarvi dei dettagli tecnici di una degustazione vi racconterò della magia di una serata in cui il vino fa accadere cose che riempiono il cuore...
Si perchè vini speciali, fatti con amore, con passione, come certi cibi spesso narrati in molti film, creano quall'atmosfera unica contagiosa... E quasi come per magia, le labbra si stendono in un sorriso incontenibile, il cuore si riempie di gioia, la mente perde la sua lucidità e fa credere che le barriere non esistano...in nessun campo.
E' l'emozione che mi ha creato stasera la verticale organizzata da Wine Tip sul Cervaro della Sala (chardonnay e grechetto).
In degustazione il 2006, il 2004, il 2001 e il 1998.
Così emozionanti - tutti - da non sapere, a fine serata, quale eleggere come preferito.
Ma sono le vibrazioni e le emozioni palpabili che "serpeggiano" tra il (ristretto, come si addice alle grandi occasioni) pubblico che mi hanno lasciato il segno.
Che, senza un vino così, non sarebbero mai state possibili.
Mi ha stregata!
Ps. Davide e Mg mi aiutino sui tecnicismi, se lo desiderano, o con qualsiasi altro dettaglio su una serata, che rimarrà negli annali delle mie degustazioni!
....anche questo un vino di Renzo Cotarella. Non sarà che quest'uomo ha davvero un tocco magico? Questa serata è capace di eguagliare solo la verticale di Tignanello a cui assistetti qualche anno fa condotta proprio dall'enologo in persona!
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mercoledì 6 giugno 2012
mercoledì 25 gennaio 2012
Il Cile...e chi se lo sarebbe aspettato?
Lasciatemi raccogliere, in modo forse fin troppo sintetico per rendere bene l'idea della serata, gli appunti dell'evento organizzato ieri sera da WineTip a Milano sul Cile.
Con gran sorpresa apprendo che il Cile è il 6° produttore di vino al mondo (e ora che lo so, non avevo mai bevuto un vino cileno prima dovrei forse auto-sospendermi il diploma di sommelier!!) del quale il 60% è destinato all'esportazione.
In Cile non sempre il vino ha seguito le logiche della tradizione, del terroir e della qualità cui tanto siamo affezionati in Europa. Così fino agli anni 90 ha "inseguito" i paesi produttori vicini finendo con il produrre vino da vitigni internazionali e che godevano di una certa fama...
Per anni, ad esempio, hanno prodotto un Sauvignon Blanc che era in realtà Semillon o Sauvignonasse (che pare non abbia nulla a che fare con il Sauvignon) ed è servito un caso giornalistico perchè degli enologi e degli agronomi facessero le dovute indagini e "svelassero l'assassino".
Ma forse è proprio grazie a questo "scandalo" che il vino il Cile cambia regole e pretende trasparenza, qualità e si afferma come produttore del "Nuovo Mondo" a piano titolo. Al punto che molti grossi produttori europei avviano delle joint venture e inviano i loro enologi a seguirne la produzione.
E alcuni dei vini in degustazione ieri sera, sono proprio il prodotto di queste joint venture.
Eccoli qui:
Con gran sorpresa apprendo che il Cile è il 6° produttore di vino al mondo (e ora che lo so, non avevo mai bevuto un vino cileno prima dovrei forse auto-sospendermi il diploma di sommelier!!) del quale il 60% è destinato all'esportazione.
In Cile non sempre il vino ha seguito le logiche della tradizione, del terroir e della qualità cui tanto siamo affezionati in Europa. Così fino agli anni 90 ha "inseguito" i paesi produttori vicini finendo con il produrre vino da vitigni internazionali e che godevano di una certa fama...
Per anni, ad esempio, hanno prodotto un Sauvignon Blanc che era in realtà Semillon o Sauvignonasse (che pare non abbia nulla a che fare con il Sauvignon) ed è servito un caso giornalistico perchè degli enologi e degli agronomi facessero le dovute indagini e "svelassero l'assassino".
Ma forse è proprio grazie a questo "scandalo" che il vino il Cile cambia regole e pretende trasparenza, qualità e si afferma come produttore del "Nuovo Mondo" a piano titolo. Al punto che molti grossi produttori europei avviano delle joint venture e inviano i loro enologi a seguirne la produzione.
E alcuni dei vini in degustazione ieri sera, sono proprio il prodotto di queste joint venture.
Eccoli qui:
- Equus Carmenere 2004 - Haras de Pirque (100% carmenere), prodotto nella Maipo Valley, affina per 9 mesi in barrique fracesi e le uve sono lasciate a macerare a freddo per 5 giorni. Al naso è intenso, complesso e fine, con note fruttate, vegetali (ma non immaginate il peperone verde!!!), balsamiche (note di sottobosco, di pino...). Indubbiamente il mio preferito tra i 4 proposti in degustazione!
- Albis 2002 - Antinori - Haras de Pirque (70% cabernet sauvignon 30% carmenere), prodotto nella Maipo Valley esempio delle joint venture di cui sopra.
- Syrah Folly 2000 - Montes (100% Syrah), prodotto nella regione della Colchagua, nella Apalta Valley, passa 18 mesi in barrique e l'Azienda riporta che le vigne sono piantate in terreni con pendenze fino a 45°. Ragione per la quale è stato dato questo nome al vino...perchè in quei pendii, pensare di piantare un vigneto è una follia.
- Syrah Alpha 1999 - Montes (100% Syrah) prodotto nella Valle de Santa Cruz. Considerando l'età sia il colore che la fragranza olfattiva sono una vera sorpresa.
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