lunedì 16 luglio 2012

Con Pinne, fucile e occhiali...un immersione nel Verdicchio

Verdicchio dei Castelli di Jesi, una denominazione che avevo memorizzato per l'esame senza conoscerla realmente e ora che mi trovo a Monteroberto, in piena zona Castelli di Jesi, ho la possibilità finalmente di provare sul campo questo bianco marchigiano in tutte le sue versioni.

Abbiamo scelto come base lo splendido agriturismo dell'azienda Poggio Montali e da qui la vista lascia senza fiato.

lo splendido panorama che si ammira dall'azienda Poggio Montali

Carla ha lavorato molti anni a Milano, poi l'ispirazione e il cambio radicale di vita.
Ha rilevato una vecchia cantina e ha iniziato a fare vino.
E' fiera e soddisfatta della sua scelta e altrettanto orgogliosa di far parte dell'Associazione Donne del Vino delle Marche.
All'Associazione aderiscono tutte le donne che si dedicano in vari modi a promuovere la cultura del vino. Non solo produttrici, quindi, ma anche ristoratrici, enotecarie sommelier e tutte coloro che diffondono la filosofia del bere bene.

Iniziamo subito con i primi assaggi. Il Verdicchio Poggio Montali e' l'ideale come apripista per questa nostra immersione verdicchiesca e si sposa divinamente con le tagliatelle fatte in casa da Donna Rosy condite con sugo di zucchine del suo orto! Che l'immersione abbia inizio!!

luna rossa sulle colline di Monteroberto

sabato 7 luglio 2012

Enocratia - il governo del vino

Finalmente ce l'abbiamo fatta!
Abbiamo bevuto un bicchiere di prosecco (beh, più d'uno...) in questo locale milanese che più volte avevamo nominato.

L'occasione è stata la serata sul Prosecco organizzata da Enocratia - appunto - e alla quale partecipava anche il mio amico Maurizio Donadi con il suo "Colfondo".

La serata PROsciutto-PROsecco e FIchi si è tenuta giovedì 5 luglio e l'invito recitava "In compagnia degli amici Carolina, Maurizio e Andrea, aperitivo per far Fondo! 4 calici e buffet no stop dalle 19:30 alle 22:30 a 15euro... e per non sbagliare, PaoloCalandrino&Friends ce la suonano dal vivo!!! Serata da non perdere!!! Vi aspettiamo!"

Maurizio è stato il mio compagno del corso di potatura organizzato dalla Maestri Potatori Simonit e Sirch, è un vero potatore oltre che (soprattutto) un enologo e un produttore.





Il vino in degustazione è un Prosecco "sui generis": non la classica bollicina veneta che in fondo va bene come aperitivo ma non riesce a competere per struttura e carattere alle altre bollicine, ma un prosecco detto "colfondo" perchè ha una seconda rifermentazione in bottiglia con i lieviti ma non subisce sboccatura.

Naturalmente abbiamo approfittato della presenza di Maurizio per farci raccontare anche dei Vini Naturali di cui è un esponente di spicco nel panorama vitivinicolo del Nord Est e così siamo rimasti avvinti dalla passione con cui ci ha raccontato perchè Bio non necessariamente è garanzia di naturalità, e come lui ha tolto tutta la chimica dai suoi vini (che durano comuqnue nel tempo!)

Quando organizziamo una gita in Veneto?





 

mercoledì 4 luglio 2012

Vini campani: autoctono è bello... E pure buono! (2a parte)

Dove eravamo rimasti?!? Ve lo ricordate o vi serve un indizio? Siamo su "quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno"... No, non siamo ne I Promessi Sposi... Ma a Civate (LC), ad assaggiare i vini autoctoni campani! E stavamo per passare ai rossi, con la promessa di regalarvi qualche spunto che non fosse il "solito" aglianico...
Partiamo dal pallagrello nero, rigorosamente in purezza: prima provando il base 2009 dell'azienda Vestini Campagnano e poi, ritornando da Terre del Principe, si sale ad ottimi livelli con l'Ambruco 2009, sorprendente per struttura e per una persistenza davvero incredibile su note di liquirizia e ginepro, tanto che - ahimé con grande sacrificio... - sono costretto a fare una pausa ricorrendo agli assaggi di formaggi brianzoli... 
Proseguo la mia ricerca di stranezze imbattendomi nel Marsiliano 2008, un IGT Campania prodotto nella zona dei Campi Flegrei dall'azienda La Sibilla, che da alcuni anni si batte per la sperimentazione e la riscoperta di antichi vitigni autoctoni. In questo vino, ad esempio, troviamo un uvaggio a base di marsigliese (70%), olivella (20%) e piedirosso (10%). Il naso minerale rivela il suolo vulcanico, con richiami ferrosi - quasi di sangue e ruggine - e di terriccio bagnato, cedendo nel finale il passo a note floreali di rosa e geranio a fine maturazione, quindi a cespugli di macchia mediterranea. In bocca sorprende per la grande finezza ed eleganza del frutto, anche grazie ad un tannino che si percepisce leggermente in sottofondo, ben levigato dall'uso della barrique.

Marsiliano 2008 - Azienda La Sibilla (Campi Flegrei) 

Scorgo quindi un banco con il "mio" Montevetrano, ma sorseggiare il 2009 si rivela un infanticidio... A fianco, però, trovo un altro jolly targato Colli di Salerno IGT: Borgo di Gete 2008, vinificato con uve tintore (100%) dall'azienda Reale, un produttore "bio" della zona dei Monti Lattari, in Costiera Amalfitana. Il colore, di un purpureo intensissimo, giustifica pienamente il nome del vitigno, suggerendo, anche al naso, una spremuta di more, mirtilli, viole, con una spruzzata finale di pepe nero. Grande consistenza e pienezza in bocca, che richiama la frutta chiudendo con grande persistenza su note di cioccolato fondente e tabacco dolce da pipa. Pochissime bottiglie (circa 2.000 / anno) per un prezzo al sotto dei 20 Euro: segnatevelo!
Chiudo infine con una piccola "trasgressione" alla regola del "niente aglianico"... Si tratta del Kapnios 2006 di Masseria Frattasi, un aglianico vinificato in appassimento secondo il metodo utilizzato per l'amarone, di cui ricorda pienamente anche le sensazioni gustative. Grande curiosità, ma il prezzo decisamente non per tutte le tasche (oltre 70 Euro) lascia un po' l'amaro in bocca, in tutti i sensi... Che sia colpa di questo appassimento anomalo?
Nel dubbio mi consolo con gli altri vini... Alla vostra!!!

Vi lascio anche un piccolo souvenir video per rendere omaggio a quanto organizzato dai colleghi dell'AIS Lecco in questa magnifica cornice artistica:
http://www.youtube.com/watch?v=eyxHQUj_MX0&feature=plcp

domenica 24 giugno 2012

Vini campani: autoctono è bello... E pure buono! (1a parte)

In un tardo pomeriggio di un sabato di giugno a Civate (LC) è andata in scena un'interessante degustazione di vini campani, con alcuni vitigni e produttori difficilmente reperibili sulla piazza milanese, anche fra le enoteche più fornite.
Al grido di "beviamolo strano", accantono i nomi noti e altisonanti di Marisa Cuomo e Feudi di San Gregorio (pur ottimi, sia chiaro...) per dirigermi subito su alcune chicche. 

Inizio ovviamente con i bianchi, che qui in Campania trovo al top dei miei gusti personali come vini particolarmente adatte a queste sere estive.
Ritrovo l'asprinio di Aversa dell'azienda Grotta del Sole un piacevole e rinfrescante charmat sotto la calura estiva, mentre non mi hanno colpito diverse versioni spumantizzate di falanghina.
La sorpresa del giorno viene dell'azienda napoletana Cantine Olivella, vinifica in purezza vitigni come il caprettone (particolare selezione clonale di coda di volpe) ed il catalanesca. Quest'ultima era fino a qualche anno fa coltivata solamente come uva da tavola, prima di essere vinificata in purezza da quest'azienda nel loro Katà. I risultati sono davvero interessanti per l'armonia dei profumi di fiori e frutta gialla matura, la grande mineralità - data dai terreni vulcanici alle pendici del Vesuvio - ed una struttura che incentiva a tenere tranquillamente questo vino in cantina per alcuni anni... E, dulcis in fundo, grandissimo rapporto qualità/prezzo: siamo abbondantemente sotto i 10 Euro a bottiglia (a patto di trovarlo, però!!!).

uva catalenesca

la simpatica etichetta del Katà di Cantine Olivella

Proseguendo sui bianchi, interessante il Fontanavigna, un pallagrello bianco in purezza dell'azienda Terre del Principe (già a me nota per essere nella "galassia" delle aziende che si avvalgono delle consulenze enologiche del Prof. Luigi Moio).
Incuriosito, assaggio anche alcuni autoctoni ischitani, ma il picco qualitativo lo trovo presso il banco dell'azienda avellinese Villa Diamante, dove il fiano in purezza Vigna della congregazione - qui presentato nelle annate 2009 e 2010 - dimostra di meritare pienamente l'eccellenza dei "5 grappoli" ottenuti dalla guida Duemilavini AIS: colore dorato intenso (non filtrato, sosta un anno e mezzo in acciaio su fecce fini) e grande eleganza al naso con profumi di ginestra, agrumi, susina gialla, pesca e poi erbe aromatiche e mineralità; in bocca è rotondo, sontuoso nei suoi ritorni fruttati, ma sostenuto da un'ottima freschezza ed un'interessante sapidità, che creano un perfetta equilibrio con la struttura alcolica importante.

E ora, se pensate che in Campania esista solo l'aglianico come rosso degno di nota, non perdetevi la seconda di parte... Prossimamente, su questo blog... Alla vostra!!!

lunedì 18 giugno 2012

Montevetrano "a singhiozzo": verticale in due atti...


Sono passati quasi tre mesi da quel "pazzo" acquisto on-line: 9 bottiglie di Montevetrano, 9 annate consecutive dal 1996 al 2004. L'idea di tenermele è durata solo pochi giorni, per lasciare il posto alla voglia di condividere la gioia di aprire una serie di bottiglie così prestigiose.
Ed ecco allora un'idea ancora più pazza: mettere in piedi una serata fra amici ed appassionati (non più di una decina) per mettersi alla prova e degustare insieme.
9 vini in una sola serata sarebbero stati troppi e così ecco il "singhiozzo": una verticale in due serate ad annate alterne, prima le dispari e poi le pari...
Grazie all'aiuto di amici volenterosi (Matteo, Silvia, Adry, Gabriella), per un paio di sere ho potuto "giocare" a vestire i panni di relatore, in un viaggio meraviglioso fra le sfumature di questo straordinario vino campano, un IGT Colli di Salerno così composto: 60% cabernet sauvignon, 30% merlot, 10% aglianico.
In molti fra coloro che leggono mi hanno chiesto di raccontare del vino, ma stavolta credo davvero che quello che vi siete persi questa volta non lo troverete in una di queste 9 bottiglie.
Prima serata fra amici, con vini grandiosi, che fila via liscia. Tutto "perfettamente perfetto", alla faccia del "relatore" un po' teso e ingessato. Già mi frullano in testa idee per fare altre serate, perché alla fine - dico a me stesso e ai ragazzi - non sembra così complesso. 
La seconda serata invece nasce male fin dalle prime battute: prima il rinvio per il maltempo, defezioni varie per i motivi più disparati, l'arrivo di una platea inedita, qualche bottiglia che appare un po' sottotono, presentazione powerpoint che mi si inchioda (anche se l'ho camuffata bene andando a braccio)... Forse avevo sottovalutato alcuni aspetti, forse non siamo (o "non sono", dato che ho voluto testardamente insistere sulla doppia serata) all'altezza di preparare eventi del genere. Vedo la gente "educatamente" contenta, ma forse non mi sembra abbastanza. Mi sento come quando da bambini si fanno le recite a scuola (quelle cose che aspetti e prepari per giorni...), guardi i genitori fra il pubblico e tutti applaudono... Ma ora che ho qualche anno in più, forse comincio a realizzare che quell'applauso o quel sorriso siano dovuti, più che sentiti...
Poi, per un attimo, i riflettori si spengono. E senza le luci, spariscono anche le ombre... 

Mi estranio per un attimo e torno a capire che la magia del vino è tutta nella sua semplicità: 10 persone, molte delle quali mai viste fra loro, riunite intorno ad un tavolo su di una terrazza rinfrescata da una leggera brezza con un bicchiere in mano. Improvvisamente realizzo che in quelle due ore ci siamo dimenticati di essere a Milano, dello stress accumulato durante una lunga settimana di lavoro. Perfino la bottiglia (1 su 5) che sa un po' di tappo diventa un caso didattico, il metro di paragone per gli altri vini che ogni 10 minuti offrono nuove sfumature e sensazioni. Forse la bellezza di questa seconda serata sta tutta nel suo non essere "perfetta"... E nel sentirsi dire, da qualche "nuovo sconosciuto amico", che quello che non ha dato il vino l'ha trasmesso la passione di un bellissimo gruppo, quello con cui spero di organizzare presto un'altra serata... E chissà, magari sui riesling della Mosella o sui rossi dell'Etna. E magari ci sarete anche voi... In ogni caso, sempre e comunque in alto i calici e... Alla vostra !!!