mercoledì 11 maggio 2011

Un "rossista" rapito dai "Superwhites" friulani...

Ricevuta la “dritta” da una compagna di corso, lunedì 9 maggio alle ore 18, raffreddato ed abbastanza malconcio quanto a forma fisica, mi sono presentato alla serata “Superwhites”, organizzata dal presidio Slow Food del Friuli V.G. al Four Season Hotel in Via del Gesù a Milano. Protagonisti indiscussi della serata i vini bianchi del Friuli, ottimamente accompagnati da specialità gastronomiche del territorio come il celebre “Prosciutto di San Daniele”, ma anche un ottimo “Montasio DOP” (varie stagionature) e – con mia grande sorpresa – un salame friulano che da emiliano con qualche piccola esperienza di norcineria non posso che lodare…
Ma veniamo ai vini, perché molti di voi già si staranno spazientendo… Sono ancora al banco di registrazione in attesa del bicchiere che già mi sento “tirare per la giacchetta” dal primo produttore, Collavini, che mi propone, “per cominciare”, una più che discreta Ribolla Gialla Spumante Brut 2007: e devo dire che, accaldato dopo una bella passeggiata in Via Montenapoleone, la minerale freschezza di questo vino, aiutata dalle bollicine, rappresenta un certo sollievo per la mia gola irritata… Nel frattempo, avvistata l’amica che mi ha girato l’invito per la serata, saluto e mi aggancio al suo gruppo dopo aver saputo che la meta è il banco di Conte D’Attimis Maniago, un produttore che ho conosciuto per caso al Vinitaly 2010 e di cui ricordo ancora un potentissimo Tazzelenghe 2005 (che prima o poi vi farò comprare!)… Peccato che quest’ultimo non rientri molto nel concetto di “superwhite”!!! Ed infatti ecco al suo posto un’altra Ribolla Gialla Spumante Brut, che però rovescio quasi subito nella sputacchiera per tradirla con la “sorella”, Ribolla Gialla 2010, stavolta in versione ferma: meglio, ma ancora non si decolla (sarà forse il raffreddore?!?)…
Mi gioco quindi l’asso nella manica passando al banco immediatamente di fronte (rubando nel tragitto un po’ di Montasio DOP con del pane…): parliamo di Jermann, ovvero colui che – da “rossista” puro quale sono, come direbbe Nicola “The Champion” Bonera - mi ha fatto cambiare idea sulla straordinarietà dei bianchi dopo aver bevuto la sua perla, il Vintage Tunina (che qui, ovviamente, non c’è !!!). Provo quindi il Vinnae 2010, che definirei un classico “uvaggio alla Jermann” (soprattutto Friulano e Ribolla Gialla, con una punta di Riesling Renano) ben fatto quanto a sapidità e mineralità (come si sente il Riesling, anche se ammorbidito dagli altri due vitigni !!!), ma che ancora non vale la palma d’oro della serata.
Arrivo quindi da Lis Neris, nome a me noto per averne perso una serata di degustazione sia nella “mia” AIS Ferrara (nel 2010) sia per l’ormai prossima serata (che mi perderò…) organizzata al Westin Palace da AIS Milano: quale migliore occasione per poterlo fnalmente assaggiare? Inizio con il Pinot Grigio 2010, un “base” che mi colpisce, pur nella sua semplicità, per la fragranza dei profumi e per la sua piacevolissima freschezza… Affronto quindi il fratello maggiore – il Gris 2009 – forse con troppe aspettative, dato che mi scontro contro una struttura un po’ troppo imponente, con una punta di ossidazione sia al naso che in bocca…
Ed ecco che al settimo vino della serata, pesco il jolly. Dopo aver “attraccato” (sette vini mangiando quasi nulla cominciano a sentirsi sulle gambe…) al banco dell’azienda La Castellada per qualche grissino ed una Ribolla Gialla 2006 – consigliatami fortemente, ma che si rivelerà un po’ “chiusa” quanto ad espressività – ecco che prima mi “appioppano” un inaspettato Friulano 2006 assolutamente sopra le righe per i fragranti profumi di fiori gialli ed agrumi, che in bocca proseguono virando verso una frutta esotica, tra la pesca e l’ananas… Da provare (e dite che vi mando io) !!!
Dopo una pausa con pane e San Daniele, si riparte con qualche esperimento… Vado da Franco Terpin, che propone prima uno Chardonnay 2006 di un colore quasi rosato (!) e una Ribolla Gialla 2006 ambrata: più che discreti al naso, ma a mio giudizio con troppi “effetti speciali” (oltre ai colori eccentrici, pesante la nota vanigliata che rivela l’abbondante uso di legno). Passo da Skerk, dal quale provo una Vitovska 2009, un vitigno autoctono del Carso mai sentito prima, che mi colpisce abbastanza positivamente per la sua freschezza citrina, e poi una profumatissima Malvasia 2009, che si rivela la seconda sorpresa della serata per la sua intensità e persistenza gusto-olfattiva (anche stavolta c’è un po’ di legno, ma dosato veramente bene…). Prima del rush finale c’è giusto il tempo di passare da Venica & Venica per un eccezionale (al naso, perlomeno…) Ronco delle Mele Sauvignon 2010, il quale rende sicuro onore al suo nome richiamandomi una mela golden che degustando alla cieca avrei probabilmente associato molto di più ad una produzione trentina piuttosto che goriziana, salvo poi scoprire (a casa!) che l’annata 2009 ha comunque preso i 5 Grappoli AIS della Guida Duemila Vini 2011.
Si chiude in bellezza con questo poker d’assi: Marco Felluga, Mongris Pinot Grigio Riserva 2007, di cui cito solo il morbido trionfo naso-bocca di frutta esotica ed i 5 Grappoli AIS; Jermann, Capo Martino 2008, altro uvaggio capolavoro (Friulano, Picolit, Malvasia e Ribolla) definito il “vice” del Vintage Tunina (che rimane però inarrivabile…); Conte d’Attimis, che non potevo congedare con le due ribolle di prima, con il Ronco Broilo 2007 (Pinot Bianco e Chardonnay), morbidissimo, di un dorato lucente, che fa oltre 2 anni di barrique, e con un abbondante goccio di Picolit 2007, che da soli valevano i 15 Euro (peraltro devoluti in beneficienza) dell’ingresso.
Mi fermo quindi a quota 17 vini, non tanto per sfidare le superstizioni quanto perché sono quasi le 20 ed ho poco più di mezzora per raggiungere il Westin Palace ed un’impegnativa lezione (Abruzzo, Molise e… Campania!!!) del mitico Guido Invernizzi: ebbene sì, sono ancora una “matricola” del corso di II livello, per cui spero vorrete perdonarmi qualche “strafalcione”…
So di essermi dilungato ampiamente oltre i titoli di coda ma essendo giunto alla fine del mio tanto agognato primo “pezzo” su questo blog – mi perdonerete questa licenza… – non posso chiudere la mia recensione senza una “captatio benevolentiae” nei confronti della mia “madrina” enologica, colei che mi ha fatto ricredere sulla potenza gustativa bianchi, da me spesso snobbati a favore dei rossi iperstrutturati… la nostra Sommelier, nonché autrice, Vale (che immagino non tarderà a postare un suo commento qui sotto…) !!! Ebbene, a lei devo un grande ringraziamento per avermi fatto apprezzare l’altra “metà enologica” del cielo ma soprattutto per avermi introdotto in questo “spicchio milanese” del grande e magico mondo del vino, in questo gruppo che da un paio di mesi è diventata la mia famiglia adottiva… Grazie davvero, a tutti… Ah, per la cronaca, il raffreddore l’ho dimenticato là, sull’emozionante strada del vino… E poi dicono che il vino fa male… Alla vostra !!!

6 commenti:

  1. hey hey hey...parafrasandoti direi "senza commento"!
    :-)
    Skerk mi incuriosisce. Ho bevuto poco di lui ma a Trieste elogiano la sua Vitoska in lungo e in largo... Mi hai fatto venire voglia di approfondire la conoscenza!

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  2. Ripresami dall'attacco di diabete per eccesso di mielosità.....eccomi presente all'appello. La serata dei friulani, come si capisce benissimo dal meraviglioso stupendo fantastico (!) post di Davide, è stata veramente molto interessante. Grande selezione dei vini e ottimi abbinamenti con il cibo.
    Tra i vari assaggi devo ammettere che la Ribolla Gialla di La Castellada, da me tanto decantata, non l'ho trovata al livello dei miei ricordi. Un po’ dura e eccessivamente tannica (la tannicità è la sua caratteristica, in effetti….). Meglio il Friulano anche se il finale amaro e l'invasione in bocca del pompelmo non mi ha convinto fino in fondo.

    Cito come mio preferito l'Illivio di Livio Felluga (uvaggio di Pinot Bianco, Chardonnay e Picolit, 10 mesi sui lieviti in barrique), mai assaggiato prima e che mi ha sorpreso. Confesso che non ricordo l'annata (2009?). Sono sicura di aver assaggiato, nell’ala delle vecchie annate (un po’ nascosta ma imperdibile!) il 1999 e anche stavolta l’incontro è stato ad altissimi livelli!

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  3. ma Vale, non ci dici nulla dei vini presentati dal tuo amico Carmine??

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  4. Ok, visto che Vale preferisce non commentare, dico io 2 parole.
    Volevo solo aggiungere all'elenco di Davide una citazione per Dario Coos, produttore a me sconosciuto fino a lunedì sera, che invece ha presentato un Friulano meritevole di attenzione per freschezza e profumi, pur senza particolari vette di complessità.
    Coos presentava anche il suo Ramandolo, l'azienda è proprio di Ramandolo-town, ma sono arrivato troppo tardi per riuscire ad assaggiarlo.

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  5. ...pure il ramandolo, altro ricordo di casa.
    Ora basta solo che mi diciate che c'erano produttori di CLINTO e mi metto a piangere!

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