mercoledì 20 aprile 2011

Lancio contest!! Il vino giusto da regalare

Cari blogger, lancio un contest e anche un po' una sfida, senza premi per il vincitore nè punizioni per chi sbaglia...solo la gloria, se poi la mia amica ci confermerà di aver ottenuto il risultato sperato!

Claudia, che ha letto il nostro blog, mi chiede se possiamo consigliarle una buona bottiglia da regalare al compleanno al suo fidanzato che è un appassionato di vino.
Mi sono fatta dare qualche informazione...ecco qui di seguito i dettagli. Voi che vino consigliereste?

Data compleanno: inizio settembre
Tipologia di vino: bollicine ("pensavo a un vino da brindisi...bollicine o giù di lì")
Ulteriori info: che sia una sorpresa ("meglio qualcosa di poco conosciuto")
Budget massimo disponibile: 50 euro

La gara è aperta!

52 commenti:

  1. non so se piazzare subito la mia idea (ce l'ho) oppure aspettare di leggere cosa propongono i colleghi...

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  2. vai mauro...non essere timido...:)

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  3. Vai Mauro, basta che sia ITALIANOOOO

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  4. Vai Mauro una cippa.
    Innanzitutto io sono bombe.
    Secondo, andate voi. Io seguo!

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  5. allora inizio io... (mamma sti esperti quanto se la tirano) e memore di una cosa assaggiata alla serata pro-giappone - perchè io non sono un'esperta di bollicine - cito un vino che mi è piaciuto.
    E poi è "diverso", "particolare" e nuovo...magari non lo ha ancora bevuto!

    "Oltre Il Classico Cruasè", azienda Ca' di Frara, prezzo € 19,50.

    Ora fatevi avanti, esperti delle bollicine!

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  6. "Oltre Il Classico Cruasè", azienda Ca' di Frara, prezzo € 19,50.

    ahaahahahahahahahh :-)
    GRANDE BETTY!!!!!!!!!!!

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  7. Ma scusa, alla serata giapponese non c'era mica il Blanc de Blancs, di Ca' di Frara?
    A proposito, Manlio, ti segnalo appunto che il Blanc de Blancs effettivamente c'era, credo fosse la prima uscita post Vinitaly, io l'ho assaggiato per la prima volta. Personalmente continuo a preferire l'Oltre rosé, intendo la Riserva non il Cruasé.

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  8. si che c'era il blanc de blanc ma non mi aveva fatta impazzire. E io ricordo pure il cruasè, ma se sbaglio sarà sicuramente colpa dell'alcol!
    Ora Manlio, puoi deliziarci con il tuo suggerimento?
    Vale fatti avanti con una bollicina straniera...così poi ci sono suggerimenti sufficienti per dare un'ampia scelta alla mia amica!

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  9. No no, il mio era una risata a ricordo della bella mattinata trascorsa da loro, a Ca di Frara....
    Volevo passare da loro durante il Vinitaly ma non ci sono riuscito per assaggiare il blanc de blancs.

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  10. scusa, il mio intervento sembrava polemico...non voleva esserlo... MA ANCORA NON CI HAI DETTO IL TUO CONSIGLIO!! Dai dai, non ci far attendere troppo! :-)

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  11. ok...ci provo...
    niente franciacorta che se la tirano troppo...
    ecco che dal cilindro vi tiro fuori un
    Oltrepo Pavese DOC - Metodo Classico Brut Nature Profilo Millesimato 1998 di ANDREA PICCHIONI.
    Al di là di consigliare una visita in azienda, lui è davvero simpatico e ospitale (mi aveva anche regalato le uova fresche delle sue galline!)il suo spumante ci ha fatto fare ottima figura un paio di Natali fa. L'abbiamo regalato ai fratelli di Mauro e, pur non essendo intenditori, l'hanno apprezzato molto e se lo ricordano ancora!
    Il prezzo però non lo so. Chiamo in aiuto il bombe.
    Allego il link per la scheda tecnica.
    http://www.picchioniandrea.it/pdf/schede/profilo.pdf

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  12. Il prezzo del Picchioni dovrebbe essere intorno ai 25 iuri. Credo però il problema sia la reperibilità, non so dove si possa trovare, né se si trovi ancora. Più recentemente Picchioni ha fatto uscire la versione 1990 (sì più vecchio, non è un errore di battitura) ma anche questo credo si possa trovare solo in Oltrepo.

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  13. Beh, il compleanno è a settembre e poi il bello è sì il regalo ma anche tutta la fatica fatta per trovarlo, no? Si può provare a chiamare in azienda e che so farselo mandare...

    Quanto alla bollicina straniera, chi meglio di Emanuel per avere un consiglio? A me, per un regalo più o meno sullo stesso budget, aveva consigliato uno champagne (ma ahimè non ricordo quale) di Bruno Paillard, che del resto ci hanno servito anche lunedì alla serata del salmone.

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  14. OK, farò io la parte dell'esterofilo.
    E mi gioco il jolly.
    Propongo un NYETIMBER, metodo classico che arriva.... dall'INGHILTERRA!!! più precisamente dal West Sussex.
    Lo sorpresa anche per grandi appassionati e conoscitori di bollicine è assicurata, ci scommetto.
    E non è solo un prodotto insolito, è anche un ottimo vino! Pare che in degustazioni cieche sia stato preferito a prestigiosi champagne, noi l'abbiamo assaggiato e davvero merita, Vale potrà confermare.
    Si può trovare nelle versioni Classic Cuvée, con assemblaggio classico pinot nero-chardonnay, Blanc de Blancs e da quest'anno anche Rosé (assemblaggio anche questo dei classici). Tutti millesimati, se non sbaglio. Noi abbiamo provato la versione base, ripeto ottima.
    Si acquista online, prezzo variabile dalle 26 alle 35 sterline, secondo venditore e tipologia, quindi siamo nel budget, salvo verifiche sul costo di spedizione.
    Qui sotto il primo indirizzo che ho trovato per l'acquisto, immagino si possa allargare lo scouting.
    http://www.bbr.com/producer-1402-nyetimber-vineyard

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  15. Allora vediamo, concordo con Vale di eliminare la Franciacorta che ci ha rotto i maroni e per mia gioia vedo proposte del tanto bistrattato oltrepò pavese.
    Per stare in oltrepò:
    OK per OLTRE ROSè Riserva di Ca di Frara.
    oppure possiamo andare sul NATURE DI ANTEO o DI MONSUPELLO (merita)
    oppure un più complesso, sempre di ANTEO Riserva del Poeta.

    Se ci spostiamo un pochetto e cerchiamo cose un po particolari riporto a galla il Verdicchio METODO CLASSICO RISERVA UBALDO ROSSI di COLONNARA che avevo postato qualche giorno fa (davvero "particolare") che sicuramente risulta poco conosciuto e quindi un ASPRINIO di AVERSA doc spumante extra brut metodo classico di GROTTA DEL SOLE...
    Visti i prezzi potrebbe unirne due...

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  16. Buongiorno ragazzi, mi unisco anch'io! Per chi non mi conoscesse mi presento. Sono Giordana, amica di Mauro e Vale! Io consiglio proprio un Franciacorta (forse se la tirano, ma a mio modesto avviso il motico c'è...). L'avete mai provata la Riserva Francesco Iacono 2002? Si tratta di un dosaggio zero di Chardonnay in purezza affinato per oltre 90 mesi sui lieviti!Divino! A tutti una buona Pasqua!Giordana

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  17. A me i franciacorta mi piacciono, concordo con la nostra amica Giordana (confermo che non è anonima! :-D). Quelli giusti naturalmente. Questa Riserva Francesco Iacono non la conosco, spero di poterla provare presto!

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  18. Nessuno vuole denigrare i franciacorta. Anzi dalla loro hanno la capacità di fare gruppo e in questo modo di rappresentare al meglio un " marchio" fatto di tante mediocrità ma anche di alcune eccellenze.
    Ciò che riescono a fare è dare un identità ad un territorio eterogeneo e questo come abbiamo visto in Francia è un po la chiave per alzare l'immagine dei propri prodotti.
    Non coosco il vino proposto da giordana, benvenuta, ma oggi me lo cerco per provarlo.
    Grazie

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  19. Nessuno vuole denigrare i franciacorta? Mi sembrava di aver letto che hanno "rotto i maroni" ...
    D'altra parte io sono d'accordo che l'Oltrepo non ha nulla da invidiare alla Franciacorta. In particolare per quanto riguarda le "tante mediocrità"!!
    ;-)

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  20. apperò siamo belli "freschi" oggi.. :-)

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  21. Buongiorno a tutti!
    Sono l'amica di Betty che chiedeva consiglio...GRAZIE davvero! Mi avete dato ottimi suggerimenti: ora trascrivo le vostre indicazioni e poi partirò a caccia dell'insolito.
    Naturalmente ci risentiamo per il responso :-) Buona pasqua!
    Claudia

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  22. Benvenuta Giordana!!!!!
    La questione del Franciacorta l'ho lanciata io e quindi ci tengo a spiegare che era una semplificazione - un tantino "rozza" - per dare una volta tanto spazio ad uno spumante - che trovo veramente di alto livello - del bistrattato Oltrepo.
    Credo seriamente che in Franciacorta ci siano ottimi prodotti. Cavalleri, Barone Pizzini e anche, secondo me, l'inflazionata Ca' del Bosco sono aziende in cui puoi trovare dei gran bei vini.
    E' vero anche che quando si fa "quantità" e si spinge molto sull'identità territoriale si può incappare in prodotti veramente scadenti che si vendono perchè Franciacorta.
    Ecco.

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  23. bella Manlio!
    "belli freschi" è una battuta da sommelier veri, mi ha fatto riderissimo!!!

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  24. claudia facci sapere quello che hai scelto - o trovato - e cosa dice il tuo fidanzato (a settembre :-))

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  25. Sono perfettamente d'accordo Vale!:) Dell'Oltrepò apprezzo Travaglino sia per gli spumanti che per gli altri vini del territorio. il suo Riesling, Campo della Fojada, è un ottimo prodotto !lo conoscete?

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  26. Travaglino è una bella azienda che fa ottimi prodotti, il suo Riesling da te citato è se non ricordo male un cru con filari sia di renano sia di italico.
    Assaggiato tanto tempo fa, mi è rimasto un naso molto "floreale" ed erbaceo con note minerali.

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  27. hai centrato i profumi!l'adoro e ne ho giusto un'ultima bottiglia!:)

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  28. Ciao a tutti,
    mi sono imbattutto in questo blog cercando commenti sul "Profilo" di Andrea Picchioni.
    Mi permetto una precisazione: i millesimi del "Profilo" commercializzati finora sono (in ordine di uscita sul mercato): il 1997, il 1998, il 1994 e da pochissimo il 1996, che è stato presentato a Vinitaly.
    Non è invece disponibile un millesimo 1990.

    Il 1997 è esaurito (anche se Picchioni conserva sempre un'ampia riserva di bottiglie per verticali e degustazioni...), mentre credo che siano disponibili in azienda ancora alcune bottiglie di 1998 e 1994, oltre ovviamente al 1996.
    Chiamate comunque Andrea Picchioni, che è sicuramente la fonte più attendibile :-)

    Grazie per l'ospitalità!

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  29. Benvenuto Roger, ti ringrazio a nome di tutti per l'intervento alquanto esaustivo e sarebbe bello che, se ti fosse di piacere, i tuoi interventi possano arricchire questo neonato.
    M

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  30. Grazie per il benvenuto, Manlio.
    Sono bresciano, ma vivo a Pavia da più di 20 anni. Mi interesso di enogastronomia da appassionato e da molti anni mi diverto a sfatare i pregiudizi sull'Oltrepò Pavese a Pavia e fuori Pavia, facendone conoscere le migliori produzioni. Ho poi iniziato a collaborare con alcune cantine, fra le quali quella di Picchioni.

    Vi segnalerò volentieri assaggi interessanti e delusioni. Ieri ero a Forte dei Marmi a "Forte Divino" e conservo un bel ricordo di: Vermentino Colli di Luni "Sarticola" 2010 di Ottaviano Lambruschi (da una vigna vecchia di circa 30 anni, bellissimo naso 'marino'), Vermentino Colli di Luni "Fosso di Corsano" 2009 dell'azienda Terenzuola (se vi piace il naso con idrocarburi...) e un eccellente (o anomalo, fate voi) Pinot Bianco di Weger con un naso agrumato diverso dagli altri Pinot Bianchi assaggiati (Venica, Tiefenbrunner, Franz Haas, St. Pauls, Elena Walch). 11 euro in cantina i due Vermentini e circa 7 il Pinot Bianco.

    Se poi volete organizzare qualche degustazione da Picchioni, ditemelo.

    Ciao a tutti

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  31. ah bhe Roger, ti sei presentato pure troppo bene :-)
    Magari ci conosciamo anche no? Gironzoli tra Onav e Ais a Pavia? io sono di Pavia...
    Ma qui stiamo andato un po offtopic..

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  32. Fantastico Roger, mi segno subito i vini da te indicati!!!
    Vedo che sei entrato perfettamente nello spirito del nostro blog.
    Benvenuto!!

    Anch'io consiglio una visita da Picchioni. Ho un bellissimo ricordo del pomeriggio passato da lui. Un'ospitalità fantastica. Si respira tutta la passione per il suo vino e per la sua terra!!
    E poi i suoi vini sono buonissimi!!

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  33. @ Manlio: non faccio parte nè di ONAV nè di AIS, ma negli ultimi anni ho partecipato a moltissime manifestazioni in Oltrepò e dintorni, quindi è possibile che ci siamo già incrociati.

    @ Vale: un altro consiglio, per tornare alle bollicine e al contest. L'hai mai provato il Brut Millesimato di Ca' del Gè di Montalto Pavese? La mia prima esperienza fu disastrosa (intollerabili puzzette, ma forse era una bottiglia sfortunata), successivi assaggi di 2005 e 2006 (credo) sono stati sorprendenti, considerando il prezzo di 7.50 euro in cantina.
    A Vinitaly sono venuti allo stand del Gruppo InOLTRE alcuni corsisti AIS toscani interessati al "Profilo" ed in generale al Metodo Classico da Pinot Nero oltrepadano. Li ho inviati allo stand di Cà del Gè e sono rimasti stupefatti.

    Qualcuno l'ha provato?

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  34. Buongiorno a tutti, avrei qualche chiarimento da chiedere sui millesimi del Profilo di Picchioni, immagino che Roger mi possa aiutare a capire.
    Dunque, sono usciti il 1997, il 1998, il 1994 e da pochissimo il 1996. Se capisco bene, proprio in quest'ordine.
    La domanda quindi è questa: quale è la "logica" che sta dietro a questa sequenza? Come mai le 3 annate 1996-1997-1998 sono uscite senza lo stesso ordine cronologico della produzione? Voglio dire ancora meglio: non è stato un rischio pazzesco tenere ad esempio il 1994 sui lieviti per anni senza tentare alcun riscontro, anche commerciale, del risultato. Anche considerando che stiamo parlando di una produzione che, se non sbaglio, oltre ai supermillesimati non prevede un prodotto base.
    E a questo punto aggiungo anche una domanda-curiosità: cosa bolle in cantina? sono previste uscite di millesimi successivi al 1998?
    Grazie!

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  35. Aspettando la risposta di Roger, ovviamente conoscente della logica, se mi permetti Bombe, penso che sia dovuta all'estrema qualità desiderata dal produttore che probabilmente, annata dopo annata, vendemmia dopo vendemmia valuta di volta in volta, con assaggi di campioni, se prolungare l'affinamento o mettere in commercio l'annata.
    Se fosse cosi, TUTTI i produttori dovrebbero seguire questo principio, certo tralasciamo il discorso economico, poichè ogni annata ha il giusto momento per dare i meglio di se e non è detto che questo sia uguale all'anno precedente.
    Almeno giusto per parlarne...

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  36. E bravo Bombe! Sono molto curiosa anch'io sulla questione della logica commerciale di Andrea Picchioni.

    Quanto al Ca' del Ge' non solo non l'ho mai provato ma non l'ho nemmeno mai sentito. Da provare sicuramente. Grazie Roger per la dritta. Ti faccio sapere!!

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  37. Grazie Manlio, la chiave di lettura della qualità mi sembra molto importante, anzi decisiva.
    Ti chiederei a questo punto un ulteriore chiarimento. Conosci altri produttori di metodo classico, in Oltrepo o almeno in Italia, che seguano logiche analoghe? Intendo, che partendo da una tradizione di vini fermi, e magari prevalentemente rossi, abbiano avviato tanti anni fa, es. dalla vendemmia 1994, un progetto di produzione di metodo classico, che poi da allora abbiano prodotto (quasi) tutti gli anni per tenere tutte queste produzioni sui lieviti per almeno 10 anni e uscire alla fine in commercio con un prodotto della loro quarta annata perché le precedenti rimangono ancora sui lieviti per uscire successivamente...? Senz'altro una politica molto forte, molto originale.
    Sempre perché ho poca dimestichezza con il territorio, conosci in Oltrepo altri produttori che facciano metodo classico con almeno 15 anni sui lieviti?
    Grazie di nuovo!

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  38. Ciao a tutti...
    dunque, pur collaborando con Picchioni, non sono a conoscenza delle logiche che hanno presieduto alla commercializzazione delle varie annate del "Profilo". Gli unici che ci possono dare risposte esaurienti sono Andrea Picchioni e il suo enologo Giuseppe Zatti. Credo che la risposta di Manlio, comunque, indichi la strada giusta.

    Io posso solo dire che, avendole assaggiate tutte, ho riscontrato una coerenza assoluta nel prodotto (sebbene - a quanto dichiara Picchioni - il 15% di Chardonnay del 1994 sia stato passato in barrique, a differenza delle altre annate).

    Cosa "bolle" in cantina? So che ci saranno altri millesimi di "Profilo", ma non so quali...Picchioni sul punto è reticente.
    Mi ha detto però che non c'è un 1990 (avevo controllato).

    Picchioni, comunque, non è nuovo agli esperimenti: anni fa aveva prodotto un Gewurtztraminer passito (il "Chichibio", pochissime bottiglie), poi so che ha una Malvasia in stile biodinamico (scusate la genericità della descrizione) e credo anche una Malvasia passita di 15 anni (l'aveva imbottigliata per la nascita della figlia).

    Per rispondere alla domanda di Bombe sui produttori di vini fermi che abbiano fatto esperimenti con il Metodo Classico, segnalo per l'Oltrepò l'azienda Casa Rè di Montecalvo Versiggia che ha in listino a 100 euro un Brut Metodo Classico Millesimato 1989 (sboccatura 2006): http://www.casare.com/?p=48
    Cito questo esempio solo per curiosità, perché del mio unico assaggio, fatto anni fa al Caveau d'Oltrepò, ricordo solo una gran tanfa di pesce.

    Conosco altri millesimati oltrepadani con più di 48 mesi ("Riserva del Poeta" magnum 2001 di Anteo, "Principio" della La Versa), ma estremi come il "Profilo" no. Però bisognerebbe conoscere tutte le cantine d'Oltrepò...

    Infine, @ Vale: Cà del Gè è una delle realtà più tipiche dell'Oltrepò Pavese. Fanno più di 20 vini, con alcune produzioni eccellenti, altre buone, altre discutibili, altre criticabili. In alcuni casi, il rapporto qualità/prezzo è imbattibile. Il patron Enzo Padroggi, scomparso l'anno scorso, era una persona autentica. Oggi l'azienda è gestita dai tre figli, che sono persone come si deve. A proposito, stanno completando la nuova sala degustazione...

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  39. Grazie Roger delle info aggiuntive sul Profilo. Per capire un po' di più, mi piacerebbe sapere se adesso in cantina c'è un profilo 2010, che potremo assaggiare nel 2020 o ancora più avanti.
    Comunque è evidente che io sono un po' "antico", nel senso che in campo enologico sono poco attratto dall'innovazione e sono invece affascinato dalla tradizione. Non voglio certo mettermi qui a parlare di concetti stra-abusati come quello di terroir, anche perché non ne sarei capace visto che sono un semplice bevitore di vino, però devo almeno dire che nella mia esperienza ho trovato che i vini che mi sono piaciuti più sono sempre stati quelli che alle spalle avevano una storia, aziendale o di territorio. Penso che non sia stato un caso trovare il tanfo di pesce in un metodo classico 1989 sboccatura 2006 dell'Oltrepo, più difficile sarebbe trovare lo stesso "profumo" in un prodotto analogo della Champagne.
    E così di Picchioni continuo a preferire il buttafuoco (meglio se nella versione Bricco Riva Bianca).
    E' una scelta anche ideologica, lo ammetto. La stessa ideologia che mi porta a preferire, ad esempio, un pinot nero di borgogna rispetto a uno neozelandese anche quando il punteggio (magari di Parker) premia il secondo.

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  40. Questo è un tema che affascina anche me.
    Per quanto riguarda il "Profilo" diciamo che l'esperimento di Picchioni (casa che non ha una tradizione spumantistica) è stato condotto su un Metodo Classico pienamente oltrepadano (85% di Pinot Nero). Quindi Picchioni è partito dalla tradizione.

    Direi che uno dei problemi dell'Oltrepò è proprio la mancanza di una ricostruzione storica e mediatica delle proprie tradizioni (buone). Quelle cattive, invece, sono già famosissime.
    Vi faccio alcuni esempi per farmi capire meglio (spero).

    Quanti sanno che l'azienda Giorgi di Vistarino ha prodotto il primo Metodo Classico Italiano nel 1865? Beh, è un primato che altrove si sarebbe trasformato in un mito aziendale e commerciale. L'azienda Giorgi di Vistarino, invece, solo di recente sotto la guida della dinamica Ottavia Giorgi di Vistarino ha chiamato "1865" il suo Metodo Classico di punta, ricordando quell'evento storico dell'enologia italiana.
    Il problema nella costruzione del mito sono stati i molti anni di buio e anonimato dell'azienda (che adesso sta producendo vini dignitosissimi e a volte eccellenti).

    Altro esempio: quanti conoscono i cru dell'Oltrepò, le vigne che fanno grande il territorio? I primi a non costruire il mito delle loro vigne sono proprio i viticoltori che nella loro comunicazione non enfatizzano quasi mai questo aspetto. Il Bonarda "Fatila" di Vercesi del Castellazzo altrove sarebbe un vino venerato, in Oltrepò è un vino come un altro. Guardatevi il sito dei Vercesi del Castellazzo, tristemente fermo a una pagina di cortesia. Io però ho visto etichette di "Fatila" degli anni '70 e '80: insomma, è un vino con una storia, ma questa storia chi la racconta?
    Dovrebbero farlo per esempio i ristoratori, con carte dei vini impostate diversamente, che diano risalto ai vini storici dell'Oltrepò. Quest'anno ho aiutato Giorgio Liberti del ristorante "Prato Gaio" nella riscrittura della carta dei vini e ho scoperto che ha in cantina un 'infernot' con bottiglie vecchie e stravecchie, chicche e curiosità. In tutti questi anni non ha mai fatto una carta apposita. Spero di costringerlo a prepararla quest'estate.

    In altri casi si è costruito il mito su un bel po' di panzane commerciali, a tutto danno della tradizione. Parlo del cosiddetto Buttafuoco Storico e del suo Club. Il Club, fondato anche da Picchioni, Paolo Verdi e Franco Pellegrini (che ne sono rapidamente usciti), sostiene di aver ripreso la tradizione del Buttafuoco vino fermo da invecchiamento.
    Tuttavia, il sito non cita con precisione alcuna fonte attendibile a sostegno di questa tradizione. Io invece ne "I Vini d'Italia" di Luigi Veronelli (Roma 1961) e nella "Monografia vitivinicola dell'Oltrepò Pavese" di Davide Zanardi (Milano 1958) ho trovato il Buttafuoco descritto come un vino che fa "abbondante schiuma". E frizzante era anche il Buttafuoco del Commendator Bianca Alberici (questo sì storico...leggete qua: http://www.buttafuoco.it/bianchina.htm).
    Legittimo il desiderio di fare un Buttafuoco da invecchiamento, ma fastidioso (ai miei occhi) il tentativo di cancellare una tradizione.

    Ora, qui ci sarebbe da parlare di Lino Maga e del fatto che il vigneto Buttafuoco che dà origine alla denominazione è di proprietà di Picchioni, ma...ho già abusato di quetso spazio, e vi chiedo scusa.

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  41. Chiedere scusa Roger? Ma sei matto??? Continua, continua, continua...che io ho tanto da imparare e mentre con Mauro, Vale e Manlio vi scambiate opinioni e punti di vista io nel frattempo assorbo!

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  42. Grande Roger....
    Dai presentati per benino....
    qui vogliamo sapere tutto di te!!!!!

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  43. Eh, ma vi ho detto quasi tutto...sono un dilettante con una passione per il vino e un sentimento misto di simpatia e inca**tura verso Pavia e l'Oltrepò, che mi ospitano dal 1989. Aggiungo che ho 42 anni e che sono il cantante di un gruppo chiamato Madame Sadowsky che suona cover di new wave.

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  44. Roger, non ho resistito e sono andata subito a vedere il vostro sito. Cure, Depeche Mode....i mitici anni 80!!
    Ho anche visto le date dei concerti....chissà se riuscirò mai a organizzare un giro....
    Mitticooooo!!!

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  45. Per tornare alle bollicine del topic vi segnalo la freschissima recensione del Nature Ecru Millesimato 2005 di Anteo sul blog di Franco Ziliani "Le Mille Bolle Blog":
    www.lemillebolleblog.it

    Il Nature di Anteo è uno dei più apprezzati Metodo Classico oltrepadani, ma Ziliani esprime le sue riserve. Cosa ne pensate?

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  46. Posto al volo un commento ultra sintetico sul Nature Ecru, senza aver potuto leggere la recensione di Ziliani: per me è troppo dolce, anche considerato che è un nature, appunto.

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  47. Il 2005 non l'ho ancora provato, ma solo annate precedenti.
    Il lo trovo un vino di punta del nostro territorio, c'è un altro nature che merita, ma parlando di questo mi ha sempre colpito la complessità e la beva che a differenza di zillani non la trovo così impegnativa.
    Ovvio che non sia la classica bollicina da aperitivo, ma abbinato in modo corretto può accompagnare tutto il pasto senza cedimenti.
    Nonostante ciò zillani "critica" solo la volontà di non "sporcare" un vino con una spalla degna di nota per renderlo più"...............anonimo. :-)
    Oltre al nature, la loro riserva del poeta ė per me davvero fatta bene.
    Ok ok mi piace :-)

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  48. Se interpreto correttamente, la filosofia di Ziliani è questa: in una bollicina deve sempre prevalere la piacevolezza di beva, unita ovviamente a un corredo gusto-olfattivo intrigante. Gli elementi che rovinano la piacevolezza di beva sono considerati negativi (es. una struttura poderosa che affatica il palato). Secondo Ziliani, i Metodo Classico oltrepadani fatti con Pinot Nero in purezza o comunque alte percentuali di Pinot Nero risultano (come dice lui) "gnucchi", cioè faticosi da bere e sicuramente non proponibili come aperitivi, ma solo a pasto.
    L'impostazione "ideologica" di Ziliani lo porterà inevitabilmente a valutare negativamente il Metodo Classico Oltrepò a base di Pinot Nero, a meno che - nonostante il Pinot Nero - il prodotto offra la piacevolezza di beva richiesta da Ziliani o a meno che non intervenga una percentuale di Chardonnay a ingentilire il tutto (di recente ha definito "salvifico" il 30% di Chardonnay presente nel Brut Vergomberra di Paolo Verdi, che lo ha entusiasmato). Non so cosa ne pensate (Manlio ha già detto che non solo la beva del Nature Anteo non gli sembra impegnativa, ma che preferisce una bollicina espressione del territorio a una che - pur piacevole - si confonde con le altre).

    Per quanto riguarda il Nature di Anteo, sono d'accordo con Bombe nell'aver sempre rilevato una maggiore morbidezza (Bombe parla di dolcezza) rispetto ad altri Nature, dalla beva veramente secca (es. l'ottimo Monsupello o lo stesso "Profilo").
    In effetti, se si va a guardare, il "Nature" di Anteo non è tecnicamente un "Nature", ma è in realtà un Extra Brut. Se leggo correttamente le tabelle, una bollicina si definisce Extra Brut se contiene fino a 6 grammi/litro di zucchero, mentre si definisce Nature o Pas Dosé ecc. se contiene fino a 3 grammi/litro di zucchero.
    Nella scheda tecnica del Nature di Anteo, si afferma che i grammi/litro sono 2-3. Tuttavia Anteo lo fa uscire come Extra Brut.
    Insomma, com'è questa storia? C'è più zucchero di quanto il nome lasci immaginare? E' una questione di terroir? Cosa ne pensate?

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  49. Da quello che so, la questione dolcezza (dovrebbe proprio trattarsi di dolcezza e cioè di residuo zuccherino e non di morbidezza legata invece ai polialcoli…credo…forse sto dicendo una sciocchezza..) non è una questione di terroir ma di filosofia di Piero, che non sempre (anzi quasi mai…) trova d’accordo sua sorella Antonella, più orientata ad una svolta rispetto alle scelte finora adottate in azienda, forse non pienamente al passo con le ultime tendenze.

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  50. Corretta l'interpretazione di Vale, quando ho scritto di un "Nature" troppo dolce mi riferivo proprio al residuo zuccherino.
    Anche se per completezza va detto che si trattava di un'affermazione basata sulla mia personale sensazione, perché sinceramente non avevo tanto approfondito i dati tecnici sui grammi/litro. D'altra parte le osservazioni più precise di Roger sembrano offrire una sponda più oggettiva alla mia sensazione.
    Ed è vero anche quello che scrive Vale a proposito dello stile aziendale, per quello che so Piero Cribellati ha una predilezione per un gusto che, uscendo dalla stretta orotodossia AIS, potremmo definire più morbido. Morbidezza fatta in realtà di qualche grammo di zucchero in più, appunto.
    Stile che peraltro ho trovato accantonato nel nuovissimo Cruasé della casa, che interpreta in modo molto asciutto (e a mio avviso in modo molto più riuscito rispetto al più celebrato "Nature") il rosé sul quale l'Oltrepo ha scelto di giocarsi le sue carte. Ma questa è tutta un'altra storia.

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  51. Proprio quello che sottolineavo.
    Per me il nature di anteo, ha una beva facilitatà dalla maggiore morbidezza data da qualche grammo in più rispetto ai nature da 2/3.
    Come dice roger, in etichetta è segnalato come extra brut, credo proprio perché se andassimo a fare le analisi probabilmente il nature di anteo è una via di mezzo tra le due indicazioni.
    E poi il conflitto interno tra Piero e Antonella è divertente e può portare a miglioramenti futuri :-)

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